Il brief: come ottenere il massimo dal proprio grafico

brief

Introduzione.

Oggi parliamo di brief, un articolo rivolto principalmente ad imprenditori e aziende che hanno a che fare, per lavoro, con grafici e creativi. Quante volte vi sarà capitato di ingaggiare un grafico con un buon portfolio e ritrovarvi con un creativo che non riesce a sviluppare un progetto che vi piaccia? Quante volte vi è capitato di fare decine e decine di revisioni su un progetto, con il risultato di avere un enorme perdita di tempo e denaro, trovandovi comunque con un risultato che non vi soddisfa a pieno?

Perché succede questo? Di chi è la colpa? Posso dire con certezza che, se il grafico viene da “Marte”, il cliente viene da “Giove”. Voglio dire che cliente e grafico sono due pianeti diversi, che parlano lingue differenti, che hanno fatto un percorso formativo e professionale completamente diverso e l’incompatibilità è una naturale conseguenza di questa diversità. Ma allora, come risolvere questo problema? Come ottenere il massimo dal proprio grafico? Il segreto è il Brief.

Il reparto creativo

Alcune aziende, quelle che possono permetterselo e hanno una buona gestione delle risorse umane, optano per formare un team di creativi all’interno dell’azienda, assumendo personalmente le figure necessarie utili. Di sicuro, questa soluzione ha il vantaggio di formare professionisti che lavorano costantemente sui progetti e imparano la stessa lingua dell’azienda, creando una sinergia perfetta tra “il COSA” e “il COME”. 

Questa soluzione non è esente da svantaggi. Se, come troppo spesso succede nelle aziende italiane, chi si occupa delle risorse umane non è all’altezza di selezionare e gestire figure professionali così complesse, i risultati potrebbero essere catastrofici. Troppo spesso ho visto recruiter tentare di selezionare progettisti grafici allo stesso modo di come selezionano addetti alla vendita o segretarie. Senza un programma di domande dedicato e senza una formazione di base sul tema. Altrettanto spesso, ho visto recruiter tentate di selezionare progettisti con una prova pratica “da fare a casa” o peggio da fare sul momento in pochi minuti. Purtroppo, chi si occupa di progettazione grafica, sa che questi tipi di test sono assolutamente anacronistici e spesso portano a valutazioni sbagliate che pontano all’inserimento in azienda di profili non adatti.

L’agenzia o il libero professionista

Sicuramente la soluzione di ingaggiare un team esterno è una soluzione che può rivelarsi efficace. Non si assume personale all’interno dell’azienda, con tutti i vantaggi che comporta e si paga solo il lavoro che viene sviluppato. Si risparmia tempo per i colloqui e si ha una gestione più flessibile. Di contro, bisogna considerare che ci si rivolge a persone che, potenzialmente, non sanno nulla della vostra azienda e quindi, molto probabilmente non parlano la vostra stessa lingua.

Se con l’agenzia si può avere a disposizione un numero di professionisti che si interessano al vostro progetto, d’altra parte si rischia di incorrere a costi esorbitanti e tempistiche eccessivamente prolungate (Non sempre ovviamente). Con un libero professionista il rapporto è molto più intimo i tempi di consegna sono brevi e i costi sono inferiori. Tuttavia per progetti a lungo termine, di grossa portata e che magari interessano più aree della comunicazione, il libero professionista può risultare un po’ stretto. Lascio a voi le considerazioni in merito.

Il brief è la chiave

Indipendentemente dal fatto che abbiate un team interno, un agenzia di fiducia o un freelance al quale vi appoggiate, la chiave per ottenere un buon risultato è il brief. Questo è uno strumento utile per trasferire tutte le informazioni necessarie al progettista. Il brief è:

Un breve documento che riassume i risultati di una ricerca di marketing e indica gli obiettivi di una determinata campagna marketing.

Non dimentichiamo che il lavoro di un progettista grafico è prima di tutto un lavoro progettuale e creativo. Pertanto, un grafico per svolgere il proprio lavoro ha bisogno di stimoli. Questi servono, appunto, a stimolare l’area creativa del cervello e favoriscono il processo creativo. Gli stimoli si ottengono grazie alle informazioni. Quindi possiamo dire che:

Più informazioni diamo al progettista grafico più esso riuscirà a sviluppare un progetto vicino alle nostre aspettative in minor tempo.

Ma cosa vuol dire dare informazioni? Diciamo che non basta dire: “Ho un ristorante tipico, vorrei un logo moderno ma elegante“. Capite bene che le soluzioni possibili, sulla base di queste informazioni, sono pressoché infinite e raramente saranno vicine alle vostre aspettative. Quando si parla con un progettista bisogna essere più precisi possibili nel descrivere COSA vorremmo ottenere, COSA vorremmo comunicare e perché.

Le informazioni utili

Vi sembrerà strano ma spesso scoprirete che nemmeno voi avete tutte le informazioni che vi servono per sviluppare un progetto efficace. Ma quali sono queste informazioni?

  • Prima di tutto nono necessarie informazioni sulla vostra attività:
    • La vostra identità: Chi siete e cosa fate (Un ristorante, cibo tipico mediterraneo)
    • Il vostro know-how: Da quanto tempo lo fate e come (Da 10 anni, utilizziamo una speciale tecnica in cucina)
    • La vostra missione: Perché lo fate (Vogliamo diffondere la genuinità della cucina tradizionale e riproporla in chiave moderna)
    • La vostra distribuzione: Dove lo fate (Abbiamo due ristoranti, nel centro storico, nelle strade principali, in edifici storici da noi ristrutturati)
    • Il vostro aspetto: Come vi presentate (Abbiamo un arredo moderno che va in contrasto con uno stile rustico, il colore predominante è il rosso e il verde. Il nostro brand ha un immagine sobria e famigliare, uno stile rustico ma moderno al tempo stesso)
  • Informazioni relative al target di riferimento
    • Informazioni socio-economiche sui vostri clienti
    • Informazioni demografiche e culturali della vostra clientela media
    • Informazioni sull’età media dei vostri clienti
    • Informazioni sul rapporto tra i vostri clienti e la vostra attività (Avventori, fedeli, turisti, residenti etc…)
    • Informazioni sui feedback ricevuti dai vostri clienti
    • Informazioni sui cambiamenti nel tempo dei vostri clienti.
  • Tutte le informazioni sugli obbiettivi che volete raggiungere
    • Attuale posizionamento della vostra attività
    • Obbiettivo di marketing principale (Diffusione del brand, aumento dei profitti, miglior posizionamento, cambio target, fidelizzazione )
    • Obbiettivo marketing secondario
    • Termine per il raggiungimento degli obbiettivi
    • Analisi sulla vostra situazione attuale rispetto agli obbiettivi da ragiungere
  • Infine, tutte le informazioni relative al progetto
    • Cosa volete realizzare in dettaglio (marchio, pubblicità, un sito internet, dei gadget, etc..)
    • Perché volete realizzarlo
    • Qual’è il budget preventivato
    • Quali sono i tempi di consegna previsti
    • Quali sono le vostre idee di partenza e le vostre aspettative
    • Quali sono i progetti simili della concorrenza (Se ci sono)
    • Quali sono le vostre ricerche preliminari in merito al progetto (se ci sono)

Ovviamente queste sono solo le informazioni base, quelle necessarie a dare gli strumenti giusti al vostro creativo di riferimento per realizzare un progetto che parli la vostra lingua. Queste informazioni possono essere comunicate a voce durante un colloquio preliminare, sarà cura del progettista prendere appunti in merito ma sarebbe meglio scriverle in un vero è proprio documento che richiamerà appunto brief.

L’esperienza visiva

Nel caso in cui vi affidate ad un freelance o un agenzia esterna, per agevolare ulteriormente il lavoro è opportuno far assaporare la vostra attività. Chiaramente dipende da quello che fate ma nel caso preso in esempio (Un ristorante), potreste invitare il progettista all’interno della vostra struttura, mostrargli i vostri prodotti, l’arredamento e soprattutto altri artefatti realizzati in precedenza (Ad esempio menù o vecchi flyer). Parlando di comunicazione visiva, l’esperienza visiva è essenziale.

In alcuni casi, può essere fondamentale anche un esperienza auditiva: Quando realizzo cover per album musicali, ascolto sempre i brani per il quale sto sviluppando il progetto. Questa esperienza senzoriale può essere considerata, in un certo qual senso, parte del brief, perché fornisce spesso delle informazioni fondamentali che sono lo stimolo di partenza per lo sviluppo del concept iniziale.

Conclusione

Le informazioni sono alla base di un lavoro progettuale e gli stimoli sono fondamentali per un progetto creativo. Spesso, quando si tratta di progetti di una certa complessità e di aziende particolarmente complesse, reperire le informazioni utili diventa un costo in termini di tempo e denaro. Bisogna effettuare delle ricerche, studiare gli aspetti meno conosciuti della propria azienda e fissare degli obbiettivi mirati, concreti ma soprattutto fattibili. Studiare il proprio target di riferimento, analizzare la situazione attuale del proprio brand e della propria azienda e sviluppare i giusti obbiettivi di marketing non è facile. Spesso è necessario l’intervento di un marketing manager che si occupi solo di questo aspetto. Questi costi vanno preventivati nel budget complessivo del progetto. Può sembrare un dispendio di risorse ma ricordate:

Prima di capire COME fare, è fondamentale capire COSA fare. Se il COSA è forte, il COME si trova sempre…

In questo articolo abbiamo visto il COSA, nel prossimo articolo vedremo il COME e cercheremo di capire come riconoscere un buon progettista grafico. Nel frattempo vi invito a leggere questo articolo dedicato al graphic design.

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Autore dell'articolo: Roberto Maiolino

Docente presso Alps Digital Academy | Founder & Editor presso Grafik | graphic & web designer freelance

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