La proporzione aurea nel design

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Introduzione

Perché la proporzione aurea? Quante volte vi capita di progettare qualcosa ma non riuscire mai a trovare la soluzione giusta? Vi sbattete la testa contro il muro ma anche se l’idea è forte, c’è qualcosa nella realizzazione che non vi convince. Il motivo può essere un allineamento, una curva più o meno accentuata, un contrasto più o meno forte. Spesso diventa davvero complicato uscire da quel vortice di autocritica per guardare il nostro concept in maniera obbiettiva. Vorremmo tanto che esistessero delle leggi, delle regole assolute che ci diano con esattezza scientifica la misura di ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Esistono dei canoni sviluppati nel corso dei millenni, della storia artistica e progettuale umana, questi canoni hanno intercettato dei valori estetici e si basano sulla nostra natura, sul modo in cui interpretiamo il mondo. Uno di questi canoni è la proporzione aurea. Questi canoni, però, sono degli strumenti e non delle leggi assolute, devono servire a semplificare il nostro lavoro e non a complicarlo ulteriormente. Dobbiamo comprenderli per capire quando è opportuno utilizzarli e impedire di farci ingabbiare da delle rigide regole.

La costante aurea

Tralasciando tutta la parte strettamente matematica sulla sezione aurea, che se volete farvi del male potete approfondire qui, possiamo dire che:

la sezione aurea si ottiene dal rapporto di due lunghezze disuguali che danno come risultato il numero irrazionale 1,6180339887. 

Questo numero, essendo particolare, prende il nome di costante Phi. In natura questo rapporto sembra regnare indistintamente nella biologia come nella fisica, permeando tutto l’universo. Questa costante si ottiene dal rapporto di due lunghezze particolari. Rimanete concentrati…

Supponiamo di avere due segmenti: Uno lo chiamiamo a l’altro, più piccolo, lo chiamiamo bSupponiamo adesso che la loro somma dia il segmento c, quindi a+b=c. Affinché il rapporto tra questi segmenti dia come risultato Phi, c deve stare ad a come a sta a bChi non è un grande amante della matematica sta già cominciando a dare testate contro il muro. Riassumiamo:

(a+b=c)  |  c : a = a : b  |  c : a = Phi

Utilizzando questo rapporto si possono creare forme geometriche dette auree, che risultano essere particolarmente armoniose e gradevoli all’occhio (e cervello) umano, come il rettangolo aureo.

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Ma basta darvi martellate sulla mano, vi prego! Non vi preoccupate, in nostro aiuto arriva il buon vecchio Fibonacci. Un simpaticissimo matematico del rinascimento che può esserci utile per applicare la costante aurea ai nostri progetti.

La successione di Fibonacci

Leonardo Fibonacci, sviluppò una successione di numeri che possiamo definire aurei. Infatti il rapporto tra due numeri affiancati della successione di Fibonacci, da come risultato la costante Phi. Questo perché ogni numero è la somma dei due precedenti.

Quindi la sequenza comincerà così: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144 …

In sostanza, è sufficiente sommare l’ultimo numero con quello precedente per ottenere il numero successivo. Si può quindi costruire una sezione aurea grazie alla relazione tra due numeri consecutivi della successione di Fibonacci. Grazie a questa successione di numeri è possibile costruire una spirale aurea, utilizzata spesso per ricavare delle curve armoniose o per distribuire gli elementi in una fotografia o in un quadro.

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La proporzione aurea nella storia

Questi canoni danno una misura di bellezza “scientificamente misurabile”. Artisti, architetti, pittori e scultori di tutte le epoche hanno perseguito questo ideale modellando i loro artefatti sulla base dei principi aurei. Alcuni esempi sono il Partenone di Atene o nella grande Piramide di Cheope. Nelle opere di Leonardo Da Vinci, gli elementi dei quadri seguono una disposizione regolata dalla spirale aurea e questa tecnica è spesso utilizzata anche dai fotografi moderni.

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La proporzione aurea nel graphic design

L’esempio più vicino a noi lo troviamo nei fogli che utilizziamo tutti i giorni per le nostre fotocopie…I formati di stampa sono, infatti, uno standard internazionale (ISO 216) che si basa sullo standard tedesco DIN, sviluppato da Walter Porstmann che concepì il sistema partendo dalle intuizioni dello scienziato tedesco Georg Christoph Lichtenberg. Egli notò che sviluppando un foglio di carta standard basato sul rettangolo aureo, il rapporto tra i lati del foglio è tale che, tagliando il foglio a metà del lato maggiore, si ottengono due fogli aventi lo stesso rapporto tra i lati del foglio genitore.

Così oggi possiamo avere dei formati di stampa standardizzati partendo da A0 (con area pari ad 1 m²), da cui si possono ricavare immediatamente tutti i formati inferiori, (A1, A2, A3, A4) fino ad A10. Tutti i formati hanno l’area che è esattamente la metà del formato superiore, hanno il rapporto tra i lati identico al formato superiore e il lato maggiore è lungo esattamente quanto il lato minore del formato superiore.

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Applicando gli stessi principi al nostro lavoro, possiamo ottenere dei risultati armoniosi. Se ci occupiamo ad esempio di web design potremmo strutturare un layout con due colonne aventi rapporto aureo. Se vi occupate di grafica editoriale potete applicare la sezione aurea per impaginare il testo di un libro sfruttando una serie di canoni aurei che approfondiremo negli articoli successivi. Se vi occupate di logo design potete sfruttare la costante Phi per ottenere la giusta proporzione tra l’altezza e la larghezza del marchio o tra il simbolo e il logotipo.

Un marchio può essere costruito attraverso la fusione di triangoli, rettangoli e circonferenze aventi rapporto aureo. Come nel caso dei cerchi aurei utilizzati per la costruzione del marchio Apple. Possiamo creare qualsiasi forma giocando con le figure geometriche auree, ottenendo risultati semplici ed efficaci, come quelli mostrati in questo articolo dedicato al logo design.

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Conclusioni (un po’ poetiche)

La proporzione aurea è un concetto talmente compenetrato in natura che ha suscitato per secoli l’idea dell’esistenza di un rapporto “divino” tra le cose: Tra macrocosmo e microcosmo, tra Dio e l’uomo, tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Così essenziale da dare forma al mondo che ci circonda e anche oltre. Dalla spirale logaritmica di una conchiglia alla disposizione dei petali di una rosa, dalla forma delle galassie, fino alla disposizione dei semi di un girasole.

C’è ancora molto da dire e sicuramente ci saranno tanti aspetti da approfondire. Continuate a seguirmi perché nel prossimo articolo vi mostrerò concretamente come creare un marchio applicando la sezione aurea.

 

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Autore dell'articolo: Roberto Maiolino

Docente presso Alps Digital Academy | Founder & Editor presso Grafik | graphic & web designer freelance

1 commento su “La proporzione aurea nel design

    Silvio Di Meo

    (30/04/2020 - 00:20)

    Argomento di estremo interesse ed utilità in ogni aspetto della nostra vita, professionale e non: arredare una sala conferenza, disegnare un pannello fonoassorbente.

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