Come è fatto un libro

Nell’articolo precedente dedicato ai supporti grafici, abbiamo visto pieghevoli, volantini e opuscoli scoprendo le differenze cercando di comprenderne le caratteristiche e principali funzioni. Abbiamo suddiviso il mondo dei supporti grafici con più pagine in due macro-famiglie: Pieghevoli e rilegati. Mentre nel precedente articolo abbiamo dato maggiore focus ai pieghevoli, in questo articolo approfondiamo i supporti…


Nell’articolo precedente dedicato ai supporti grafici, abbiamo visto pieghevoli, volantini e opuscoli scoprendo le differenze cercando di comprenderne le caratteristiche e principali funzioni. Abbiamo suddiviso il mondo dei supporti grafici con più pagine in due macro-famiglie: Pieghevoli e rilegati. Mentre nel precedente articolo abbiamo dato maggiore focus ai pieghevoli, in questo articolo approfondiamo i supporti rilegati parlando del principe dei rilegati, il libro.

Cos’è un libro?

Sembra una domanda banale ma provate a dare una definizione. Cos’è un libro?

Sostanzialmente un libro è un qualsiasi insieme di fogli rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Nel linguaggio comune molti prodotti rilegati possono ricordare un libro; in senso bibliografico, però, vanno distinti libri, opuscoli, cataloghi e periodici. Tuttavia l’UNESCO, nel 1964, tenta di raccomandare una definizione più stringente, separandolo dagli altri supporti rilegati:

il libro è una pubblicazione stampata, non periodica, con almeno 49 pagine, esclusa copertina. 

UNESCO, Raccomandazione del 1964

Al di sotto di tale numero, quindi, dovremmo parlare più propriamente di opuscolo, libriccino o libretto ma soprattutto non dovremmo considerare libri le riviste periodiche. Inoltre, quando un libro contiene testi scritti oltre ad essere un supporto grafico è anche e soprattutto, un artefatto letterario. Esso può essere composto da pagine stampate o da manoscritti…o perché no, da entrambe le cose.

Anatomia del libro

Conoscere come è fatto un libro e come vengono chiamate le varie parti che lo compongono è fondamentale per graphic designer, tipografi ed editori. Quindi andiamo ad analizzare il libro suddividendo tutti gli elementi tra parte interna e parte esterna:

Parte esterna del libro

La parte esterna del libro è la parte che può essere osservata o letta quando il libro è chiuso. Gli elementi che possiamo identificare hanno una funzione estetica, informativa ma anche strutturale. Determinano infatti le dimensioni, la qualità e solidità del libro stesso, indipendentemente dal suo contenuto.

Osservando il libro chiuso possiamo riconoscere due elementi principali: Copertina e corpo libro. Andiamo quindi a vedere in dettaglio cosa sono e come sono fatti.

Corpo libro

Il corpo libro è determinato dall’insieme dei fogli tagliati e raccolti insieme, senza la copertina. Esso è delimitato dal dorso e dai tre tagli visibili:

  1. Testa – Il taglio superiore
  2. Piede – Il taglio inferiore
  3. Taglio davanti – detto anche taglio esterno ed è la parte laterale non protetta dalla copertina

Il corpo libro, infine, è protetto da un “involucro” chiamato coperta o copertina.

Copertina

La copertina può essere fatta della stessa carta delle pagine interne (Libro auto-copertinato), da una carta più pesante, da un cartoncino o da un materiale completamente diverso (pelle, legno, metallo, plastica). Ogni copertina è fatta sostanzialmente da due piatti (o specchi), un dorso (o costa) e a volte anche delle alette:

  1. Piatto anteriore – Costituisce la Prima di copertina, è la parte frontale del libro quando esso è chiuso. Essendo la facciata frontale del libro, viene spesso sfruttata per rendere il libro interessante attraverso una progettazione grafica dedicata.
  2. Piatto posteriore – Esso rappresenta il retro del libro detto quarta di copertina. In questa facciata vengono spesso riportate alcune informazioni secondarie. Nel caso di libri commerciali, una sinossi del libro o delle citazioni e il codice a barre e l’ISBN.
  3. Dorso – Il dorso del libro unisce i piatti e protegge la zona di cucitura o incollatura dei fascicoli. Sul dorso, quando possibile, vengono riportate le informazioni principali del libro perché è la parte esposta quando esso è riposto di taglio su una libreria. Nei libri più pregiati si può dividere la costa in caselle grazie ai cosiddetti nervi.
  4. Alette – Non sempre presenti, sono dei prolungamenti della copertina utilizzati per rinforzare i piatti o riportare ulteriori informazioni sul libro.

Sovraccoperta

A volte, soprattutto nelle edizioni commerciali con copertina rigida, può essere presente una sovraccoperta, ovvero un foglio unico che avvolge tutta la copertina e si chiude, tramite dei risvolti, tra la copertina e le pagine del corpo libro. Assomiglia ad una copertina morbida ma non è rilegata insieme al libro e presenta quindi gli stessi elementi:

  1. Facciata anteriore – Parte della sovraccoperta che copre il piatto anteriore. Viene spesso sfruttata per rendere il libro interessante attraverso una progettazione grafica dedicata.
  2. Facciata posteriore – Parte della sovraccoperta che copre il piatto posteriore, in cui vengono spesso riportate le informazioni secondarie o ripetute quelle della quarta di copertina.
  3. Costa – Parte centrale della sovraccoperta che copre il dorso del libro. In questo caso vengono generalmente riportate le informazioni del dorso.
  4. Risvolti – Parte della sovraccoperta che viene ripiegata verso l’interno della copertina.
Una sovraccoperta, puntellata e parzialmente spiegata per l’illustrazione. Jeff Muscato. Licenza CC BY-SA 3.0

Parte interna del libro

La parte interna del libro è costituita dalle singole pagine che compongono il corpo libro. Tali pagine possono essere raggruppate in uno o più fascicoli e unite alla copertina grazie a diverse tecniche di rilegatura che vedremo dopo. Ogni pagina è delimitata da 4 margini:

  1. Margine di testa – Margine superiore
  2. Margine di piede – Margine inferiore
  3. Margine di taglio – Margine esterno
  4. Margine di cucitura – Quest’ultimo è il margine interno, in cui le pagine vengono rilegate ed è protetto dalla copertina (di solito).

Inoltre, in base al tipo di libro, possono essere presenti alcune pagine standard:

  • Risguardo – Aprendo il libro, specie se la copertina è rigida, possiamo trovare un foglio piegato a metà e attaccato alla copertina che fa da protezione alle pagine del libro. Questo foglio è chiamato risguardo o carta di guardia. Nei cartonati collega il corpo libro alla copertina: la parte incollata al piatto è detta controguardia, mentre la parte libera è la guardia.
  • Occhietto – è una pagina con un titolo (della serie o della collana) che precede il frontespizio. Nei libri suddivisi in più parti, si possono avere occhietti intermedi. Alcune case editrici utilizzano degli occhietti finali anche con scopi promozionali (pubblicazioni della stessa collana o libri dello stesso autore).
  • Frontespizio – è la pagina all’inizio della pubblicazione dove vengono presentate le informazioni del volume. Nelle prime stampe, il frontespizio era piuttosto ricco, riportando tutte le note del libro, anche in forma di componimento poetico e con elementi decorativi. In alcune pubblicazioni moderne, con l’utilizzo della rilegatura, le decorazioni si sono trasferite nella copertina e i dati di pubblicazione nel colophon (in genere il retro del frontespizio stesso), lasciando qui solo titolo, autore ed editore.
  • Colophon – Il “colophon” o “colofone” può seguire il frontespizio oppure chiudere il volume in ultima pagina, riportando le informazioni sulla traduzione del testo, sulla casa editrice, la particolare edizione che si sta visionando e la versione originale, i riferimenti allo stampatore, al luogo e data di stampa. In genere, i dati editoriali e di copyright sono spesso riportati sul verso del frontespizio; il colophon, in senso stretto, può comparire alla fine del volume con le indicazioni di stampa.
  • Sommario/indice – L’indice, o sommario, elenca capitoli e sezioni con i relativi numeri di pagina. In altri contesti, ‘sommario’ può indicare anche una sintesi dei contenuti.

Tipi di copertina

Adesso che abbiamo imparato i termini e gli elementi che costituiscono il libro andiamo a vedere le varie copertine e rilegature che possono essere usate.

Esistono copertine di diverso tipo, esse cambiano per rilegatura, materiale e forma. Possono essere stampate o finemente decorate da nobilitazioni, morbide e sottili o rigide. Le varianti sono tante ma possiamo raggrupparle tutte in queste tre macro-categorie:

Copertine rigide

Le copertine rigide sono formate da due piatti rigidi indipendenti che, in base al tipo di rilegatura, possono essere uniti tra loro tramite il dorso, incollati al corpo libro tramite un foglio di guardia o in alternativa essere “legati” direttamente insieme alle pagine del libro.

Queste copertine presentano molto spesso delle unghiature, ovvero delle sporgenze rispetto al corpo libro. Inoltre, alcune rilegature possono prevedere anche un capitello, originariamente elemento di rinforzo cucito, oggi spesso anche elemento decorativo applicato al dorso. Infine, quando necessario, è possibile rinforzare anche le punte per limitare l’usura oppure applicare una sovraccoperta.

Copertine morbide

Queste copertine invece, sono costituite da un unico foglio di carta o cartoncino leggero, piegato a cartella che forma le quattro facciate di copertina, due esterne (Prima e Quarta di copertina) e due interne (Seconda e Terza di copertina). Possono essere stampate, patinate e avere delle alette. A volte sono presenti dei finti capitelli incollati, per simulare una legatura a filo ove c’è invece una brossura.

Copertina morbida con brossura e doppie alette del libro “Critica portatile al visual design”, di Riccardo Falcinelli. Einaudi 2014. Foto da Flickr di Federico Novaro. Licenza CC BY-NC-SA 2.0.

Copertine alternative

In questa categoria, infine, rientrano tutte le copertine speciali: plastiche protettive, volumi con fogli liberi o copertine con piatti separati tra loro. Copertina e fogli possono in questo caso essere rilegati ad anelli, con colla o altri strumenti, come nel caso dei libri bullonati.

La rilegatura

Come si intuisce nelle righe sopra, non si può parlare di anatomia del libro senza parlare di rilegatura. Con questo termine si intende il procedimento con cui viene materialmente assemblato un libro, rifilando le pagine e unendole alla copertina. Esistono diversi tipi di rilegatura che variano per materiali utilizzati, procedimenti e struttura. Quindi, approfondiamo in questo capitolo le tecniche di rilegatura più diffuse:

Rilegature con copertina morbida

Il primo gruppo raccoglie una serie di rilegature utilizzate per realizzare libri, riviste, opuscoli o cataloghi con copertine flessibili e leggere, oppure auto-copertinati. Questi prodotti non necessitano della carta di guardia e i volumi più piccoli non hanno un dorso stampabile. Vediamo le varie tecniche e le loro differenze:

Rilegatura a punto metallico

Anche detta punto sella, i fogli stampati vengono piegati a metà, inseriti l’uno dentro l’altro, formando un fascicolo unico che viene spillato insieme ad una copertina in carta o altro materiale flessibile, in corrispondenza della piega del dorso mediante dei punti in metallo. Successivamente il blocco viene rifilato sui tre lati. Questa rilegatura è ideale per piccoli cataloghi, brochure informative o libretti di istruzioni.

Esistono anche delle varianti:

  • Punto omega – una variante per inserimento in raccoglitori ad anelli.
  • Punto metallico sul lato – una variante per rilegare fogli singoli e non a fascicolo.

Impuntatura filo Singer

Il filo Singer è una cucitura visibile a macchina, spesso usata per opuscoli, quaderni, cataloghi leggeri e prodotti editoriali dal taglio artigianale o ricercato. È simile al punto metallico perché lavora spesso sulla piega, ma sostituisce i punti metallici con una cucitura a filo. Si tratta di una rilegatura decorativa oltre che funzionale, spesso scelta per il valore estetico della cucitura.

Rilegatura sopraggitto

Nel sopraggitto la cucitura attraversa lateralmente il blocco delle pagine, vicino al margine interno, invece di passare lungo la piega dei fascicoli. È una soluzione robusta ma limita l’apertura del volume.

Rilegatura in brossura fresata

Nella brossura fresata i fogli stampati vengono piegati e uniti in diversi fascicoli, formando un corpo libro. Il dorso del blocco libro viene fresato e irruvidito, così da permettere ad una colla di penetrare e fissare le pagine alla copertina.

La copertina può essere un foglio di carta più pesante, un cartoncino leggero o altro materiale flessibile, che viene piegato a cartella in modo da avere un dorso ampio quanto il dorso del corpo libro. Essa viene quindi incollata al dorso e rifilata sui tre lati.

Questa tecnica è ideale per libri commerciali, scolastici, edizioni economiche o tascabili.

Rilegatura in Brossura cucita

La brossura cucita è una tecnica di rilegatura che combina cucitura a filo e incollatura del dorso, unendo solidità strutturale ed eleganza editoriale. I fogli vengono prima raccolti in fascicoli e cuciti tra loro con filo, garantendo resistenza e durata nel tempo; Successivamente il dorso viene rifinito con uno strato di colla che consolida ulteriormente il blocco libro e permette l’applicazione della copertina. Rispetto alla brossura fresata tradizionale, questa soluzione offre una migliore tenuta, una maggiore apertura delle pagine e una lunga conservazione anche in caso di utilizzo frequente. Per le sue caratteristiche, la brossura cucita è una delle scelte preferite nell’editoria di qualità.

Brossure speciali

Il secondo gruppo raccoglie alcune brossure speciali e soluzioni ibride, spesso caratterizzate da piatti separati, dorso a vista o strutture non convenzionali. In questo caso, i fogli sono raccolti in fascicoli e cuciti o incollati tra loro. Le copertine sono più rigide e spesso composite; esse possono essere a cartella o con i piatti separati e senza dorso. Fascicoli e copertine possono essere unite tramite colla sul foglio di guardia o cuciti insieme. Distinguiamo, quindi, i tipi di rilegatura in questo modo:

Rilegatura in brossura svizzera

La sua principale peculiarità è il dorso scoperto del blocco libro, lasciato volutamente visibile. Una copertina rigida viene incollata alla carta di guardia solo sul retro del volume. Il corpo del libro può essere rilegato con brossura rinforzata da garza o carta colorata; in entrambi i casi, l’assenza di incollaggio al dorso consente al volume di aprirsi completamente in piano, migliorando sensibilmente l’esperienza di lettura e consultazione.

Rilegatura in brossura bodoniana

La brossura bodoniana è generalmente associata a una struttura con piatti separati, spesso rigidi o semi-rigidi, e dorso a vista o rivestito separatamente. Si tratta di una legatura editoriale di pregio in cui il blocco libro, spesso cucito a filo refe, viene associato a due piatti separati, mentre il dorso resta visibile o viene rivestito con un elemento indipendente, come carta, tela o garza.

Negli usi più moderni i piatti vengono rientranti e tagliati al vivo, mentre sul dorso viene incollata una carta stampata.

Rilegature cartonate o hard cover

Le segnature vengono cucite con filo; il blocco libro viene poi incollato e applicato a una copertina rigida tramite i fogli di guardia. La cucitura a filo refe consiste nel passaggio di un filo lungo la piega dei fascicoli, in modo da tenere insieme i fogli in maniera stabile. Per rinforzare ulteriormente la struttura, la cucitura viene consolidata con un adesivo, spesso di tipo vinilico. La copertina viene incollata alla carta di guardia mantenendo il dorso staccato dal blocco libro. Si tratta di una tecnica più costosa ma anche di alta qualità, utilizzata soprattutto per i libri accademici o per edizioni di pregio e di lusso.

Oltre alla cartonata editoriale comune, ci sono alcune varianti: quella più pregiata è la Cartonata bodoniana classica (Da non confondere con la rilegatura bodoniana moderna). La differenza sta nel fatto che la copertina è costituita da due piatti rigidi separati rivestiti con materiali pregiati, come ad esempio la pelle e uniti da un dorso morbido. Il dorso rimane flessibile formando una sorta di “cuffia”.

Rilegature artigianali

Queste sono alcune tra le più importanti rilegature antiche o artigianali che vengono utilizzate anche oggi. Molte di queste sono legature che non prevedono un dorso tradizionale rivestito o presentano spesso un dorso a vista. Scopriamole insieme.

Rilegatura giapponese

Con il termine rilegatura giapponese si può indicare sia la cucitura laterale decorativa di origine artigianale, sia, in ambito tipografico, una lavorazione a quartini rovesciati. Qui ci riferiamo alla prima: fogli forati lungo il lato e cuciti con filo visibile.

Tecnica di rilegatura decorativa e artigianale, caratterizzata da una cucitura visibile lungo il bordo laterale del libro. I fogli, solitamente liberi e non piegati, vengono perforati e poi cuciti con un filo che attraversa l’intero spessore del volume, creando motivi geometrici dal forte valore estetico. A differenza delle rilegature tradizionali, questa non possiede un dorso quindi le pagine non possono essere aperte completamente in piano.

Rilegatura copta

Una delle tecniche più antiche, di origine egizia, era utilizzata per rilegare i fogli di papiro. Caratterizzata anch’essa da una copertina senza dorso, i fogli vengono piegati in fascicoli e uniti tra loro e alla copertina da una cucitura decorativa visibile, senza l’utilizzo di colla. In questo modo il libro può aprirsi completamente in piano, offrendo una consultazione estremamente comoda e funzionale.

Rilegature alternative

Sono rilegature utilizzate raramente in editoria, più frequentemente per produzioni personali, dispense o manuali. Tuttavia possono essere utilizzate in maniera funzionale, artistica o sperimentale. Vediamo quindi le tipologie:

Rilegatura a rivetti o bulloni

Molto rara, è una rilegatura utilizzata per produzioni artigianali o sperimentali resa celebre da Fortunato Depero. Conosciuta anche come screw post binding, utilizza elementi filettati in metallo o plastica per tenere insieme i fogli attraverso fori praticati lungo il lato del documento. Le viti vengono avvitate a mano, permettendo di assemblare, smontare o aggiornare facilmente il contenuto nel tempo.

Dal punto di vista visivo, la rilegatura a viti trasmette un’immagine tecnica, essenziale e contemporanea, spesso associata a prodotti professionali o di design. L’apertura delle pagine è buona, anche se leggermente limitata rispetto alle spirali. È particolarmente indicata per portfolio, campionari o cataloghi aggiornabili. Una variante prevede l’uso di rivetti al posto di bulloni.

Rilegatura a spirale o wire-o

La rilegatura a spirale utilizza una spirale continua, in plastica o metallo, inserita nei fori praticati lungo il margine delle pagine. La Wire-O, invece, usa un doppio anello metallico. Entrambe sono adatte a manuali, quaderni, calendari e documenti da consultare frequentemente.

Rilegatura termica

La rilegatura termica utilizza un adesivo termoattivabile applicato sul dorso: il calore scioglie la colla, che fissa i fogli alla copertina. È una soluzione rapida e pulita, adatta a dispense, relazioni, manuali e presentazioni, ma offre un’apertura meno ampia rispetto a spirale, Wire-O o legature cucite.

Rilegatura ad anelli

I fogli singoli vengono forati e inseriti in una copertina rigida con anelli apri e chiudi. È utilizzata molto raramente nell’editoria libraria tradizionale. Nei manuali tecnici, campionari e documentazione aziendale è invece abbastanza comune, un esempio è il manuale di corporate identity di Benetton progettato da Massimo Vignelli.

Conclusione e breve riflessione

Il libro non nasce con la stampa ma per gran parte della storia era un insieme di manoscritti e artefatti, con fregi, decorazioni e copertine spesso molto complesse. Nonostante ciò la storia del libro è direttamente collegata alla storia della stampa e all’evoluzione delle tecniche di riproduzione iconografica ma allo stesso tempo da esso è dipesa la storia della conoscenza umana, della divulgazione scientifica e dell’intera società.

Dalla diffusione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg il libro a stampa può essere considerato uno dei primi veri mass media. In genere, quindi, il libro è visto come uno strumento di diffusione della conoscenza ma, per chi opera nel settore della comunicazione visiva, è molto di più.

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