Licenze Font e caratteri: Facciamo chiarezza

I font nell’era digitale

I caratteri tipografici sono stati classificati e studiati ormai da secoli, in questo link troverai le classificazioni più accreditate, ma in questo articolo cercheremo di capire bene come funzionano le licenze dei font.

Con l’avvento dell’era digitale e di internet, quelli che prima erano delle opere d’arte costudite da poche fonderie e utilizzate dalle mani esperte dei tipografi, oggi sono merce di consumo a disposizione di tutti. Se da un lato questo fenomeno aumenta l’offerta dei font sul mercato, offrendo delle alternative anche gratuite, dall’altro rischia di creare confusione tra i vari font e le loro licenze. Niente panico, però, la questione si può così semplificare:

Quando si utilizza un font bisogna essere sempre in possesso di una licenza o di una copia dell’accordo con l’autore o con chi ne detiene i diritti.

Questo è importante sia per una questione di deontologia professionale ma anche per questioni legali che potrebbero avere ripercussioni anche molto pesanti.

Font o carattere?

Prima di entrare nel merito delle licenze è doveroso fare un distinguo tra font e carattere tipografico. In ambito informatico, infatti, il font è il file che contiene le informazioni per riprodurre un carattere tipografico. Il carattere tipografico (o typeface), invece , è il disegno, l’artefatto che utilizziamo per rappresentare le lettere, composto da un insieme di glifi. Proprio sullo sviluppo dei glifi, delle lettere e della scrittura può essere interessante fare un approfondimento storico in questo articolo.

Se invece volete subito capire la questione delle licenze continuate a leggere.

Proprietà e diritti d’uso

Tutti i font sono di proprietà della persona o dell’azienda (o fonderia) che ce ne concede l’uso tramite licenza. Quando si acquista o si scarica gratuitamente un font, non si diventa proprietari ma si possiede esclusivamente una licenza di utilizzo con tutta una serie di limitazioni che sono sempre scritte nella licenza stessa, detta EULA (End User License Agreement, cioè “contratto di licenza per l’utente finale”).

ATTENZIONE! La violazione dei termini di licenza può avere delle conseguenze legali soprattutto se si parla di grandi aziende, campagne pubblicitarie, rivendita o ridistribuzione del file. Ma anche i piccoli freelance sono responsabili dei propri clienti, soprattutto se non li informano sulla questione nel modo corretto.

Il rilascio della licenza

La licenza deve essere fornita da chi detiene i diritti d’utilizzazione economica (che semplifichiamo come “proprietario”) e messa a disposizione dal distributore (o rivenditore). Ma attenzione non sempre il proprietario è anche l’autore del carattere. Inoltre, il più delle volte, avremo a che fare con degli intermediari (distributori) e non direttamente i proprietari.

Per capire meglio il meccanismo, faccio un esempio con i contenuti multimediali: Supponiamo che Netflix (il distributore) trasmette in streaming un film prodotto da Medusa (il titolare dei diritti di utilizzazione economica) il cui autore e titolare dei diritti intellettuali è Carlo Verdone. Carlo Verdone è l’autore del film, tuttavia i diritti d’utilizzo sono della Medusa e sarà lei a decidere a chi cedere in licenza il film e gli eventuali accordi economici; Ad ogni modo voi avrete a che fare con Netflix e non con Medusa (in realtà l’opera cinematografica e i diritti legati a essa sono molto più complessi, ma l’esempio ma può rendere l’idea).

I tipi di licenza

Come si capisce con quale licenza viene rilasciato un font?”, “quando i font si possono usare per fini commerciali?”. Per rispondere a queste domande dobbiamo conoscere le varie licenze.

Open-source

I font con licenze open-source come la Open Font Licence della SIL International (OFL), e quella che volgarmente definiremo licenza free. Permette di distribuire, stampare e modificare il font. L’unica cosa che, non è permessa è la vendita del file. Buona norma sarebbe quella di specificare che si è utilizzato un font open-source e/o l’autore, e alcune licenze lo richiedono esplicitamente.

I Google Webfonts sono un esempio di font open-suorce provenienti da diversi autori e distribuiti gratuitamente da Google. Tra i font più utilizzati oggi, non solo (ma soprattutto) per la loro gratuità ma anche per la qualità di alcuni di essi (come: Noto, Lato, Open Sans, Roboto).

Licenze non standard

Una licenza è [..] la cessione da parte del detentore di un diritto ad altro soggetto perché la possa utilizzare traendone dei beneficium [..]

Wikipedia

Queste licenze sono regolate da un contratto che il licenziante stipula con il licenziatario. Il contratto può avere qualunque forma se condivisa da le due parti ma la sua efficacia è regolata da leggi diverse per ogni paese.

Questo tipo di licenze in genere si ottengono contattando direttamente l’autore di font non commerciali (Ad esempio quelli di piccoli designer che si trovano su Behance). Fate molta attenzione perché questo tipo di contratti andrebbero sempre supervisionati da un legale di competenza.

Licenze standard

Le licenze standard sono licenze standardizzate e riconosciute a livello internazionale (Con le opportune varianti in alcuni paesi sulla base delle diverse legislazioni). Queste licenze sono univoche e non possono essere utilizzate da aziende o persone diverse dell’intestatario della licenza. Nel caso in cui un progettista utilizza la propria licenza per un cliente, quest’ultimo non erediterà la licenza del font ma avrà diritto ad utilizzare solo il prodotto finale che il progettista ha realizzato con quel font (Un manifesto, un logo, un pieghevole, un catalogo, etc…).

Spesso è possibile installare il font su due o più macchine dello stesso proprietario ma non è mai possibile cedere una copia a colleghi, fornitori (tipografi) o clienti. Queste licenze possono essere estese a tutti gli utilizzi o specifiche per il tipo di utilizzo (Desktop, web, app, ePub, server), in quest’ultimo caso per ciascun utilizzo occorre una licenza apposita. Inoltre alcune di queste licenze possono essere acquistate per un periodo limitato di tempo o per sempre.

Desktop e stampa

Le “Desktop license” sono licenze standard che vengono applicate ai font per essere utilizzati sul proprio computer o per la stampa di immagini statiche per fini non commerciali. Spesso queste licenze si applicano alla maggior parte dei caratteri pre-installati nel proprio sistema operativo o implementati in alcuni software.

Alcune licenze desktop, in particolare modo quelle sottoscritte al momento dell’istallazione di software a pagamento (Vedi Minion e Myriad di Adobe), sono estese ad uso commerciale. Controllare sempre i contratti di licenza per verificare le limitazioni.

Licenze estese ad uso commerciale

Per utilizzo commerciale si intende l’utilizzo per la creazione di prodotti destinati alla vendita (Stampo un poster e lo vendo online) e in questa categoria rientrano l’utilizzo per clienti terzi ma comunque non la rivendita o la cessione della licenza.

Quindi se un grafico fa una brochure e la consegna al cliente non può consegnare anche il pacchetto font, perché sarebbe una violazione della licenza, dovrà limitarsi alla consegna del prodotto “confezionato”.

Una licenza commerciale è quella che permette un utilizzo meno limitato, ma è opportuno sempre leggere con attenzione perché molte licenze potrebbero includere alcune limitazioni.

ATTENZIONE! Ripeto per utilizzo commerciale di un font, non si intende la rivendita del font acquistato, questa opzione non è mai consentita se non c’è un accordo preciso con il detentore dei dritti.

Licenze webfont (o app)

Le licenze per il web, permettono l’utilizzo del font all’interno di siti web. Questa concessione però e generalmente limitata al proprietario della licenza che non potrà utilizzare il font per terzi.

Con questo tipo di licenza un progettista non può utilizzare il font per un cliente ma solo per siti di cui è proprietario. In questo caso, infatti, sarà il cliente ad acquistare il font e pagare il webdesigner per implementarlo all’interno del proprio sito.

Le licenza giusta per clienti terzi

Come già anticipato se si fanno progetti personali e si utilizzano font non OFL è sufficiente una licenza desktop, ma se si lavora per terzi la situazione diventa più complessa.

Una soluzione possibile, quando si lavora per un cliente potrebbe essere quella di utilizzare font di cui il cliente ha già la licenza commerciale. Nel caso questo non fosse possibile, si può procedere sviluppando tranquillamente il progetto con font di cui si possiede una licenza desktop e successivamente procedere con una di queste due soluzioni:

  1. Acquistare una licenza commerciale del font utilizzato e consegnare solo i file definitivi (o esecutivi) al cliente. In questo caso non potrete pretendere il pagamento della licenza che rimarrà a voi per futuri utilizzi e non potrete consegnare il pacchetto font al cliente.
  2. Se non si vuole acquistare la licenza, se il cliente chiede i dati aperti per fare modifiche in futuro o vuole riutilizzare lo stesso font per altri supporti (o prodotti), si deve far acquistare la licenza commerciale al cliente. Quando si presenta il progetto, però, dovrete informare preventivamente il cliente e spiegare CHIARAMENTE che per la consegna dell’esecutivo bisognerà acquistare la licenza commerciale che dovrà necessariamente essere intestata a lui.

Nel caso di siti web la situazione e diversa perché spesso le licenze sono limitate al numero di visualizzazioni delle pagine in cui il font è utilizzato. Molti di questi font, infatti, si implementano via codice con uno script lato server che “conta le visite” alla pagina. Come già anticipato solo l’intestatario della licenza può utilizzare il font, sarà dunque necessario far acquistare quest’ultimo al cliente e verificare che il tipo di licenza sia sufficiente alle sue esigenze.

Conclusione

Le indicazioni scritte in questo articolo servono per orientarsi in questo complesso e articolato contesto, tuttavia consiglio sempre di leggere attentamente le condizioni di utilizzo di un font scritte nell’ EULA prima di scaricarlo o acquistarlo.

Vorrei concludere l’articolo con tre link per l’acquisto di font professionali:

  • Monotype Library mette a disposizione molti font celebri in diverse edizioni, è possibile sottoscrivere un abbonamento e acquistare le singole licenze. Monotype Imaging è la versione web della celebre Lanston Monotype Machine Company fondata nel 1887 e produttrice delle storiche macchine della Monotype.
  • Google Fonts è la piattaforma, già citata che mette a disposizione tantissimi font OFL da scaricare o implementare direttamente sul vostro sito.
  • Font Awesome è invece un utilissimo sito di “font icona” che potrete installare o implementare nel vostro sito in forma gratuita o in una versione a pagamento. Nel sito sono descritti gli script e le procedure per utilizzare il font al meglio.

Non mi rimane che augurarvi buon divertimento e se avete ulteriori domande lasciate un commento. Grazie!

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Autore dell'articolo: Roberto Maiolino

Docente presso Alps Digital Academy | Founder & Editor presso Grafik | graphic & web designer freelance

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