Il 5G, rischio per l’uomo? Risposte ai tempi del covid-19

Simulazione di una rete 5G

5G fa male? nessuna risposta è semplice.

Sono un po’ nervoso scusate, i toni di questo articolo differiscono da quelli utilizzati solitamente, sarà colpa del COVID-19 ma sono un po’ spazientito. Se state pensando di ottenere una risposta alla domanda: “Fa male il 5G“? vi consiglio di tornare indietro, siete atterrati nel blog sbagliato per due motivi:

  • Questo genere di risposte non si ottengono in un blog di “di chi sa chi” (Non sono mica uno scienziato)
  • La risposta potete darvela da soli semplicemente leggendo libri, guardando documentari e cercando di capire cosa sono le onde elettromagnetiche e come agiscono.

“Allora a cosa serve questo articolo?” Direte voi. beh! Serve a capire cosa sono le onde elettromagnetiche e come agiscono. Per farlo dobbiamo partire dall’inizio e capire innanzi tutto che cos’è l’elettromagnetismo per poi capire come funziona il 5G e che effetti ha.

L’elettromagnetismo

L’elettromagnetismo è l’unione di due fenomeni un tempo considerati appartenenti a due campi della scienza differenti, ovvero, l’elettricità e il magnetismo.

Le equazioni di Maxwell, che prende il nome da colui che le ha elaborate intorno al 1865, sono considerate la “seconda grande unificazione della fisica”, dopo le leggi della gravitazione universale di Newton (che unirono i fenomeni degli astri con quelli della terra). Maxwell dimostrò che elettricità, magnetismo e luce sono manifestazioni di uno stesso fenomeno.

Il campo elettrico e magnetico, dunque, si propagano attraverso lo spazio sotto forma di onde alla velocità della luce. La meccanica quantistica spiega che la particella responsabile di questa propagazione è il fotone che, non avendo massa, viaggia alla velocità massima possibile, in accordo con le leggi della relatività di Einstein.

Il sole e i pianeti

[Il fotone è] “il bosone vettore elementare di massa nulla, mediatore dell’interazione elettromagnetica”.

Modello Standard

Un fotone nel vuoto viaggia nello spazio-tempo senza alcun limite, finché non viene assorbito. Per questo motivo, è possibile oggi rilevare i fotoni emessi nei primi attimi di vita dell’universo (radiazione cosmica di fondo).

La radiazione elettromagnetica

Tecnicamente “onde” elettromagnetiche non esistono. In realtà, si parla più propriamente di radiazione elettromagnetica ed è la radiazione dell’energia nel campo elettromagnetico. Mi spiego meglio.

Riportando il discorso ad un livello comprensibile a noi “comuni mortali”, possiamo dire che i fotoni si propagano nello spazio in maniera oscillatoria (formando quelle che comunemente sono chiamate onde elettromagnetiche) e di fatto rappresentano una trasmissione di pacchetti di energia. A basse frequenze, come nel caso delle onde radio, i fotoni trasportano basse quantità di energia; ad alte frequenze, come nei raggi gamma, i fotoni trasportano grandi quantità di energia e sono pericolosi per l’uomo in quanto in grado di danneggiare la struttura molecolare del DNA (Perché sono radiazioni ionizzanti).

Oscillazione di un flusso di fotoni

Radiazioni pericolose

La luce (ovvero quelle onde EM che rientrano nello spettro elettromagnetico visibile) è costituita da un numero enorme di fotoni che provocano spesso fenomeni termici (fa caldo!), la luce del sole trasporta energia sufficiente a rompere alcuni legami molecolari e a far innescare le reazioni di fotosintesi clorofilliana delle piante. Quindi luce, i colori e tutto ciò che vediamo non sono altro che “un tipo” di radiazione elettromagnetica che i nostri occhi si sono evoluti per vedere, tuttavia la luce del sole fa male se assorbita per troppo tempo e in maniera sbagliata.

Come detto, quindi, più è alta la frequenza e più è in grado di trasportare energia in un determinato tempo e quando si parla di frequenze altissime si utilizza il termine raggi. I raggi gamma e i raggi X sono tra i più pericolosi perché sono i più energetici in assoluto. In natura i gamma sono prodotti dalla morte di stelle molto gradi (un evento chiamato supernova.

La tecnologia e il 5G

In telecomunicazione, la radiazione elettromagnetica viene sfruttata per trasferire informazioni analogiche (come la radio o la TV degli anni 90) o digitali (WiFi, bluetooth, digitale terrestre).

Il 5G è solo un protocollo di trasmissione dati e una tecnologia per il trasferimento di “informazioni”, come ad esempio il bluetooth o il DVB-T e DVB-T2, il GSM, UMTS o 4G/IMT-Advanced. Il 5G in sostanza è l’insieme delle tecnologie e gli standard che garantiscono velocità superiori a quelli della tecnologia 4G. In futuro, potrebbe superare anche le attuali connessioni in fibra. Inoltre, grazie anche alla bassa latenza darà il via all’era dei dispositivi sempre connessi, che non dovranno più passare continuamente da Wi-Fi a rete mobile, favorendo oltre la telefonia e Internet anche altri servizi, come la TV digitale, i servizi “Smart city“, automotive o IoT. Si apre un mondo sconfinato di possibilità anche per la sicurezza e la medicina.

Le frequenze del 5G

Il 5G si basa su una fitta rete di antenne che sfruttano la trasmissione nel campo elettromagnetico che va dai 3GHz fino 300GHz (in Italia 30Ghz), le stesse frequenze già utilizzate da altre tecnologie ma a potenze relativamente basse. Queste radiazioni sono chiamate microonde e sono meno energetiche degli infrarossi, una frequenza molto più bassa della luce visibile.

Tutto lo spettro elettromagnetico

I forni a microonde funzionano ad una frequenza concentrata sui 2,5GHz ma con una potenza che va dai 100 ai 700 watt, mentre il 5G lavora a potenze relativamente basse (alcuni router wi-fi possono essere più pericolosi soprattutto se con impostazioni USA). Altre tecnologie a microonde sono la TV digitale terrestre e satellitare (da 2 GHz a 80 GHz). Bluetooth 2,4GHz e 5Ghz.

Il 5G rispetto al 4G, in teoria dovrebbe garantire un abbassamento della potenza media di antenne e dispositivi. Il fatto che gran parte del lavoro, nelle reti 5G, sia fatto dal sistema di antenne e non dall’hardware dello smartphone, potrebbe anche comportare un notevole risparmio energetico, con una maggiore durata delle batterie dei device.

Ma fa male?

Le radiazioni si possono così classificare:

  • radiazioni ionizzanti, di frequenza sufficientemente alta da essere in grado di ionizzare gli atomi della sostanza esposta; possono quindi modificare le strutture molecolari, producendo effetti biologici. le più energetiche e le più pericolose (usate in radiologia o generate ad esempio dal reazioni nucleari).
  • radiazioni non ionizzanti; non sono in grado di produrre ionizzazione nei materiali. L’energia più bassa le pone, in classi di rischio più basse. Tuttavia, possono avere effetti sugli organismi in maniera molto più leggera (ma non trascurabile) non solo per i loro effetti termici ma anche per alcuni effetti interferenti che potrebbero presentare il potenziale mutageno e cancerogeno delle radiazioni ionizzanti ma in forma assai più blanda. 

La rete di antenne 5G, utilizzerà segnali dotati di frequenza maggiore ma potenza inferiore alle altre tecnologie. Anche al pari della potenza la capacità di penetrazione di queste onde nei tessuti umani rimane sempre molto bassa e limitata agli strati superficiali della pelle, senza avere l’energia necessaria per causare un danno al Dna. Le microonde non sono frequenze ionizzanti e tutti gli studi sul 5G in merito non evidenziano alcun pericolo per la salute.

«Al momento, non è possibile formulare una previsione sui livelli di campo elettromagnetico ambientale dovuti allo sviluppo delle reti 5G. Se da un lato aumenteranno sul territorio i punti di emissione di segnali elettromagnetici, dall’altro questo aumento porterà a potenze medie degli impianti emittenti più basse. Un’ulteriore riduzione dei livelli medi di campo sarà dovuta alla rapida variazione temporale dei segnali. Una valutazione adeguata dell’impatto di questa nuova tecnologia potrà essere effettuata solo a seguito di una conoscenza dettagliata delle caratteristiche tecniche degli impianti e della loro distribuzione sul territorio.» 

Istituto superiore di sanità

Questo vuol dire che non fa male?

No, vuol dire che sulla base delle nostre conoscenze attuali non ci sono elementi per poter affermare se faccia male o meno, al momento non ci sono dati sufficienti e siamo in fase di sperimentazione. Il ministro dell’ambiente di Bruxelles, ha bloccato le sperimentazioni della rete nella regione fino a quando una garanzia tecnica non assicurerà che le antenne 5G non superano gli standard sulle emissioni di frequenze radio. La Svizzera ha fatto lo stesso, in Italia siamo in fase di sperimentazione.

Quello che è sicuro e che non c’è alcuna correlazione tra COVID e 5G visto che le stesse frequenze sono state utilizzate da anni dal digitale terreste.

Conclusione

Adesso che ne sapete un po’ di più potete farvi un opinione ma sappiate che come detto all’inizio non esistono risposte facili. “Fa male” o “Non fa male” sono affermazioni da fare sulla base delle conoscenze tecniche di questa tecnologia: La potenza delle antenne, dei dispositivi, il tipo di distribuzione, le condizioni ambientali, il tipo di territorio, il carico del sistema, l’effetto cumulativo con altri sistemi, e innumerevoli altri fattori che potremo valutare solo dopo una sperimentazione.

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Autore dell'articolo: Roberto Maiolino

Docente presso Alps Digital Academy | Founder & Editor presso Grafik | graphic & web designer freelance

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